In Via Vicerè Speciale ( dietro Palazzo Ducezio, a 50 m. ) sorge la chiesa di S. Maria dell’ARCO con annessa ex Abbazia cistercense che fu la prima sede del Vescovato. Progettista fu Rosario Gagliardi; i lavori iniziarono nel 1730 e si protrassero fino al 1749. Il prospetto è fra i più interessanti della città per l’eleganza del portale, il cui timpano ad arco spezzato,recante al centro lo scudo simbolo dell’ordine cistercense e da un finestrone riccamente decorato, è sostenuto da due bellissime colonnine tortili di gusto gotico, poggianti su alti piedistalli gigliati. L’interno si presenta ad unica navata, piccolo ma suggestivo; vi si conservano le reliquie del Beato Nicolò, figlio del conte Isimbardo Morengia, fondatore dell’Abbazia ( 1212 ); da segnalare, sull’altare maggiore, una buona pala del Manno, “S. Simeone consegna Gesù alla Madonna” dipinti della volta sono del Carasi (1757). rappresenta una costruzione barocca di primissimo livello, aveva la primitiva funzione di Chiesa Madre prima della costruzione della Cattedrale di San Nicolò. Dietro di essa vi era un convento occupato dai Frati Cistercensi che fu anche la prima sede della Diocesi di Noto fino a quando non venne completato l’attuale Palazzo Vescovile. L’abbazia di Santa Maria dell’Arco fu fondata nel 1212 su richiesta del conte di Noto, lsembardo di Morengia, che a tale scopo donò quattro suoi feudi. Nel 1608 la comunità monastica si trasferì nella grangia di San Teodoro, all’interno di Noto stessa, abbandonando Arco divenuta luogo insalubre. La città fu completamente distrutta da un terremoto nel 1693, ricostruita a 12 chilometri di distanza e i monaci cistercensi vi eressero un nuovo complesso monastico intitolato a Santa Maria dell’Arco. Già alla metà del XVIII secolo la comunità di religiosi contava poche unità e nel 1789 risultava scomparsa. I suoi beni passarono alla diocesi ed oggi esistono ancora sia la chiesa sia l’ex monastero, divenuto abitazione privata. Dell’abbazia medievale dovrebbero rimanere solo scarsi ruderi.

